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Il verde verticale: perchè un giardino verticale e quali sono i suoi punti di forza

I consigli di un progettista, esperto nella creazione di giardini e spazi verdi verticali

Il verde verticale: perchè un giardino verticale e quali sono i suoi punti di forza

Una moda? Forse! Meglio chiamarla “tanta voglia di verde anche dove non è possibile in modo convenzionale”. Sta di fatto che sempre più spesso si parla di giardini verticali e sempre più se ne costruiscono.

Percorriamo insieme la strada della creazione del verde verticale, tra tecnica ed emozione.

Cos’è un giardino verticale?

Un giardino verticale non è altro che una composizione di una o più essenze botaniche poste su una struttura verticale preesistente. Se invece mi tolgo gli abiti di tecnico, il giardino verticale è un'opera emozionante ed emozionale. È quel qualcosa di unico, che stupisce e che affascina.

È impossibile per chiunque non gettare lo sguardo su una parete inverdita e chiedersi come questo sia possibile. Sempre che la parete sia bella e ben curata.

Durante la mia personale formazione sull’argomento, ho affrontato diversi metodi e stili, facendo una cernita oculata tra di essi ed estrapolando pregi e difetti. Ciò mi ha permesso di strutturare un mio sistema, eliminando i difetti che ho trovato durante la mia ricerca e brevettando una struttura che ho chiamato “TEMATEC”. Di seguito ne parleremo.

Verde verticale - Tendenze e sensibilizzazione

Il senso del bello: ritengo sia il primo obiettivo da raggiungere dal momento in cui si decide di costruire un giardino verticale. Come ogni giardino, il verticale deve essere soprattutto bello. E non è vero che il bello è soggettivo: una cosa bella, lo è per tutti.

Vivere nel verde: uno spazio verticale ci permette di avere un giardino laddove non vi è terreno. Pensate ad un palazzo costruito in città, dove ogni "vista" guarda solo su cemento, ferro o vetro; questo ci rende tristi. Abbellire una parete con il verde, migliora anche il nostro umore, ci emoziona e ci tranquillizza.

Anidride carbonica: un metro quadro di giardino verticale assorbe in 12 ore la quantità di anidride carbonica prodotta in un giorno da un essere umano. Quest’ultimo dato non è trascurabile.

Un giardino verticale ci permette anche di dare sfogo alla nostra vena artistica: infatti, con un sapiente progetto botanico è possibile creare dei veri e propri quadri d’autore. Sono opere vive.

Obiettivi e vantaggi del verde verticale

Montaggio e realizzazione di un giardino verticalePrincipalmente, un giardino verticale ci permette di creare un’area verde laddove fino a poco tempo fa era impossibile. Ma questo è solo il primo degli obiettivi che ci prefissiamo noi progettisti.

Un giardino verticale serve alla riqualificazione di un vecchio edificio: basti pensare per esempio, ad una villa antica vincolata dai beni culturali. Impossibile qualsiasi intervento strutturale atto a cambiarne l’aspetto, ma un giardino verticale è l’unica cosa che ci può permettere di mitigare eventuali difetti dell’immobile.

Anche la regolazione termica non è trascurabile: può addirittura superare i vantaggi di un cappotto murale tradizionale. Infatti in estate, grazie anche all’evapotraspirazione delle piante e all’intercapedine naturale, possiamo ottenere fino a nove gradi in meno all’interno di un edificio. Mentre la protezione invernale ci regala cinque gradi in più nei mesi freddi, con un notevole risparmio di energia e quindi di denaro.

Il verde verticale è anche una barriera: sapientemente dimorata ed adeguatamene dimensionata, offre un riparo dai disturbi. Se pensiamo ad una strada trafficata, oltre all’occultazione visiva, avremo un notevole calo del rumore, degli odori e delle polveri sottili.

Per ultimo, ma non ultimo, un giardino verticale ci permette in molti casi di recuperare metratura verde imposta dalle norme comunali in base ad una eventuale costruzione. Mi spiego meglio: se per costruire un immobile di cento metri quadri vi viene imposta un’area verde di altrettanti metri, se non li avete in orizzontale, molti comuni vi permettono di recuperarli in verticale. Inutile dire che il vostro edificio avrà così un valore commerciale superiore del 20%.

Verde verticale da esterno e da interno

Il giardino verticale nasce per l’esterno ma è facilmente adattabile anche agli interni. Naturalmente tra l’uno e l’altro ci sarà una grossa differenza botanica. Per un verticale da interno sceglieremo piante esotico/tropicali che tollerano una capacità luminosa leggermente inferiore all’esterno. Se la luce è veramente poca, si interverrà con lampade a led o a ioduri metallici costruite appositamente per permettere alle piante di fare la fotosintesi clorofilliana.

Piccole accortezze: facciamo attenzione a proteggere in modo adeguato il muro che ospiterà il nostro giardino.

Il sistema Tematec prevede un foglio bugnato di polipropilene interposto tra muro e struttura verticale. L’acqua d’irrigazione andrà centellinata con perizia ed indirizzata in un apposito contenitore o direttamene in fogna. A monte, ci dovrà essere un approvigionamento di acqua adeguato alle essenze scelte.

Il tutto deve prevedere un accorto rispetto dei materiali d’arredamento (non posizioniamo un giardino verticale nei pressi di un antico arazzo per ovvie ragioni di umidità).

Se siamo in grado di avere tutte queste accortezze per un verticale interno, in esterno diventerà un gioco da ragazzi.

Esternamente il progetto botanico sarà condizionato in base all’esposizione. Mentre buona parte delle piante che solitamente vengono poste al sole possono tollerare anche un’esposizione a nord, quelle che nascono come piante da ombra, non tollerano un’esposizione a sud.

In esterno può capitare facilmente che le pareti da arredare a verde siano di altezza considerevole. Il sistema Tematec prevede un rompi-tratta dei moduli ogni 10 metri di altezza così da ripartire il peso della struttura in modo omogeneo su tutta la parete ospite.

Porte e finestre

Spesso noi progettisti/costruttori abbiamo a che fare con pareti contraddistinte da porte, balconi e finestre.

È qui che diventa fondamentale la perizia del progettista: la misurazione preliminare deve essere molto precisa. A questa, segue un altrettanto preciso progetto.

Detto ciò, la fortuna è dalla nostra parte: con il nostro sistema Tematec diventa molto facile costruire strutture su misura per ogni esigenza. Naturalmente anche il tessuto tecnico sarà cucito su misura.

Verde verticale - Come irrigare

sistema-Tematec-verde-verticale-montaggioNon si può costruire un giardino verticale senza impianto d’irrigazione.

Esistono diversi sistemi per costruire un verde verticale. Alcuni anche molto diversi da altri. C’è però una cosa che accomuna tutti i sistemi: un impianto d’irrigazione automatizzato.

"Automatizzato" perché mediamente deve avere consensi per l’apertura delle valvole dalle quattro alle sei volte al giorno. L’acqua deve essere centellinata (per farlo ne daremo poca e spesso) in modo da sprecarne il meno possibile (sprecare acqua in un verticale vuol dire sprecare sostante nutritive), e nello stesso tempo non deve mai venire a mancare. Una giornata senza irrigazione potrebbe compromettere l’intero lavoro.

Nel sistema Tematec sono previste ali gocciolanti orizzontali precucite nel modulo e distanziate di 70 cm l’una dall’altra. Verranno poi collegate a delle elettrovalvole gestite da una centralina, che verrà programmata in modo da cedere più acqua in alto e poca in basso, per ovvie ragioni di gravità.

Da poco esiste in commercio una centralina con controllo remoto. In sintesi, una sim telefonica ci permette di ricevere allarmi per una mancata irrigazione. Con questo sistema si può estendere la garanzia delle piante fino a due anni.

Sistemi di concimazione

Esistono due sistemi affidabili di fertilizzazione:

  1. Un dosatore automatico che funziona per l’effetto “Venturi”: al passaggio dell’acqua pura, viene miscelato un liquido a base di sali minerali e distribuito mediante l’impianto d’irrigazione (fertirrigazione);
  2. Tablet di concime avvolto a lentissima cessione da inserire nelle tasche del modulo.

Personalmente preferisco la seconda soluzione in quanto, una volta distribuito il concime, ho la certezza che per otto/nove mesi non ci si debba più pensare.

Manutenzione del verde verticale

Non si può generalizzare ma in fase di progettazione si devono tenere presente alcune cose che, se ben sposate tra loro, ci permettono di cavarcela con una sola potatura annuale.

La manutenzione non può essere affidata ad un neofita. Neppure un giardiniere tradizionale, se non guidato da un esperto, può permettersi di mettervi mano senza fare danni. Quindi, il consiglio è di farlo fare direttamente al costruttore, il quale dovrà essere ben attrezzato.

Logico che il manutentore si organizzerà in modo che una volta piazzato, oltre alla potatura possa eseguire anche la concimazione. Non escludo manutenzioni straordinarie; infatti sporadicamente si potrebbe verificare la necessità di intervenire per piccoli aggiustamenti delle fronde o la rimonda delle foglie secche. Per quest’ultime operazioni non occorre tanta perizia.

Il ruolo del committente (il padrone di casa o chi per esso) è fondamentale: nessuno meglio di lui può esercitare un controllo visivo quotidiano. Al minimo allarme, avviserà immediatamente il costruttore.

Progetto botanico

Due sono le cose che determinano il successo di un giardino verticale: la bontà della struttura e il progetto botanico.

Chi esegue il progetto botanico non può improvvisarsi. La bellezza del disegno deve sposarsi con le caratteristiche agronomiche del lavoro. Il tutto passa dalla grandezza delle piante, dalla loro velocità di crescita, dall’apparato radicale fino ad una equivalenza dell’assorbimento radicale. Questo per dire che non posso sposare un mesebriantemo con un emerocallo.

D'altronde le piante sono esseri viventi e sporadicamente qualcuna qua e la può morire. Se la scelta botanica iniziale ha tenuto presente anche lo sviluppo radicale (moderato), la sostituzione dell’essenza sarà veloce ed economica.

Le tentazioni da evitare

sistema-Tematec-verde-verticale

Le tentazioni che possono venire al committente sono tante: prima fra tutte, una scelta economica del sistema. Oggi i sistemi proposti dal mercato sono moltissimi, con differenze economiche tra essi a volte abissali. Tuttavia, i sistemi davvero validi, si possono contare sulle dita di una mano. Il consiglio che vi posso dare è di fare qualche giretto qua e là per vedere i più vecchi, valutandone la bontà costruttiva.

Quindi, evitate i sistemi troppo economici, evitate i sistemi sperimentali, state lontani da quelli senza irrigazione o con una irrigazione non collaudata e posticcia, evitate i materiali troppo decomponibili che possono precluderne la durata, ed infine diffidate di materiali poetici e fantasiosi tipo bottiglie di plastica riciclate o vecchie scarpe (ho visto anche questo).

Un po' di tecnica: il sistema TEMATEC

Questo sistema è il frutto di diversi anni di studio, di errori fatti in sperimentazione ma soprattutto di tante ore spese in officina con gli amici Leonardo (meccanico strutturale) e Zorè (ingegnere strutturale). Ne è uscito un vero e proprio mix tra conoscenze progettuali, conoscenze dei materiali e conoscenze botaniche (le mie).

Siamo partiti dalla stesura degli obbiettivi: materiali nobili (inox e alluminio per una struttura senza ruggine, leggera e duratura nel tempo) e materiali ospiti non decomponibili per il tessuto tecnico quali il tnt ed il vidron, senza trascurare la semplicità e la velocità di montaggio.

Il risultato è ottimo.

Abbiamo standardizzato i montanti, i fissaggi, le squadrette di tenuta, le scossaline, le gronde e le velette laterali.

Tutto, non senza fatica, ma ad oggi possiamo dire che il nostro sistema è adattabile a qualsiasi tipo di struttura.

Didascalie foto verde verticale

Foto 1

La foto rappresenta un sistema Tematec appena ultimato. La scelta botanica è composta da rosmarini prostrati, da edere, da carex ed infine da euchere rosse. Tutte le cornici sono in acciaio inox da dodici decimi. Il sistema Tematec arriva in cantiere completo di tutto. L'unica attrezzatura richiesta è un trapano con punta da otto, una brugola del quattro ed una chiave inglese del tredici. Con questo sistema si possono abbattere i tempi di montaggio fino al 50% in meno rispetto a tutti gli altri sistemi.

Foto 2

Questa foto ritrae il sistema Tematec in officina per le fasi di completamento. Per ogni singolo lavoro, vengono effettuati attenti controlli prima della spedizione al cantiere destinato.

Foto 3

Questa foto mostra il tessuto tecnico appena montato. Le ali gocciolanti (tubi neri ancora visibili) sono posizionate a circa settanta centimetri l'una dall'altra. Successivamente andranno collegate tra loro con una suddivisione dei settori in base alle esigenze agronomiche (in questo specifico caso saranno tre settori). In fondo si nota ancora il polipropilene (nero) di protezione del muro che andrà poi rifilato.

Verde verticale in città!

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Questo articolo è stato scritto da claudio_campanini

claudio_campanini

Claudio Campanini è botanico e architetto paesaggista ma preferisce farsi chiamare "giardiniere".

È titolare di aziende specializzate nella progettazione e realizzazione di spazi verdi, tra cui El Patio Florido - www.elpatioflorido.it, Bio Park Solutions - www.bioparksolution.com e Paesaggio Italiano - www.paesaggio-italiano.com. Il verde e la natura sono la forma d'arte mediante le quali esprime la propria creatività, per soddisfare le necessità, i sogni e i desideri dei propri clienti.

Negli anni ha acquisito una notevole esperienza e competenza in settori come:

  • Progettazione e realizzazione spazi verdi;
  • Architettura del paesaggio;
  • Verde verticale;
  • Verde pensile;
  • Biolaghi e laghi ornamentali;
  • Fitodepurazione.

Claudio è autore di numerose pubblicazioni su riviste del settore, come Casa Antica - www.casantica.net, e di opere di divulgazione scientifica.

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