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Perchè piantare un melo cotogno e come si prepara la marmellata

Il Cotogno o Cydonia oblonga e tutti i suoi segreti

Perchè piantare un melo cotogno e come si prepara la marmellata

I frutti del melo cotogno sono senza dubbio tra i più adatti per fare la marmellata. Lo so che si dice correttamente "confettura", ma io sono toscana e per noi son tutte marmellate. I frutti di questa pianta non sono buoni da mangiare crudi, ma sono ottimi per farci la marmellata. Io li chiamo i "brutti ma buoni".

In più questa pianta fa dei bellissimi fiori bianchi molto profumati, che aiutano a liberare la mente. Io amo definirli "i fiori di Bach all’aperto", perchè basta avvicinarsi e inspirare per ritrovare il buonumore.

È un albero ornamentale, qualche volta un pò contorto, e la sua fragranza ha tutta la sua intensità e persistenza nel mese di maggio. Il melo cotogno deve essere piantato al sole e i suoi frutti si raccolgono alla fine di settembre e in ottobre, un pò come la vendemmia per il vino.

Se vi piace preparare le marmellate, seguite passo dopo passo la buonissima ricetta di petitchef.

Per praparare 1,5 litri di marmellata, occorrono:

  • 2 kg di mele cotogne ben mature;
  • 700 g di zucchero;
  • Il succo di un limone;
  • 2,5 l di acqua.

Melo Cotogno: coltivazione e potatura

Per prima cosa sciacquate le mele cotogne, sfregando bene la buccia per rimuovere la pellicina. Riponetele poi in una pentola grande con 2,5 l di acqua e il succo di limone e fatele bollire per 30 minuti. A questo punto togliete la pentola dal fuoco e lasciate le mele in questo liquido per circa 8 ore. Scolate poi le mele, conservando il liquido di cottura, sbucciatele e tagliatele a pezzi, ricordandovi di togliere il torsolo.

Rimettete ora le mele nella pentola e aggiungete lo zucchero e il liquido. Portate a ebollizione, poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per 2 ore e mezzo, fino a che le mele non assumono un color rosso scuro e si disfano dello sciroppo.

Verificate che la marmellata sia pronta, lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca, vuol dire che è pronta per essere riposta nel barottolo. Se invece questo non si verifica, occorre rimetterla ancora per qualche minuto sul fuoco.

Quando la procedura è completa, utilizzate un frullatore ad immersione per frullarla e privarla dei grumi. Versate nei vasetti e chiudete bene. Capovolgete ora i vasetti, copriteli con un asciugapiatti e lasciateli raffreddare, per creare l'effetto di sottovuoto e assicurarvi così la massima sicurezza e igiene.

Ricordate che la marmellata si conserva per circa un anno, senza essere aperta.

Leggi le risposte dell'esperto su MALATTIE MELO COTOGNO:

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Questo articolo è stato scritto da stefania_pianigiani

stefania_pianigiani

Giardiniera da una vita nell’amata Toscana, un’estate per caso Stefania è rimasta folgorata dal libro "Aglio e Zaffiri" di Ruth Reichl e, dopo averlo letto, ha esclamato: "Che bello girare per ristoranti e poterli giudicare!"

Ha aperto un blog personale "La Finestra di Stefania" - www.lafinestradistefania.it e la sua vita è cambiata.

Continua a fare la giardiniera, perché senza fiori e profumi non potrebbe vivere, ma nel frattempo è diventata giornalista e sommelier; e oltre a scrivere di cibo e giardini,  collabora con la testata "Agrodolce" - www.agrodolce.it.

Stefania Panigiani "Enogastrogiardiniera"
Giornalista
Blogger
Sommelier Ais

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