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Le assetatissime ortensie Hydrangea: come annaffiarle in modo giusto

Le Ortensie sono piante perennemente assetate e bisognose di acqua

Pubblicato il 07/02/2016 da in Ortensie
Le assetatissime ortensie Hydrangea: come annaffiarle in modo giusto

Le Ortensie Hydrangea in Italia, specialmente quelle coltivate nel Centro Sud, sono piante “perennemente assetate”. Il terreno dove vengono coltivate, deve essere preparato in maniera corretta e aumentarne la capacità idrica, in modo che sia sempre fresco e ben drenato. Ciò si ottiene aggiungendo al terreno humus, oppure bentonite.

Ma il fattore determinante per le nostre ortensie è il numero di ore di insolazione diretta e l'umidità del suolo. Per esempio: se la pianta si trova in un ombra luminosa, è chiaro che l’evaporazione dell’acqua dalle foglie e dal terreno sarà ridotta. Se invece siamo in una posizione assolata, l'evaporazione sarà intensa e le foglie della nostra ortensia si afflosceranno, rischiando così il disseccamento sia delle foglie che dei fiori.

Attenzione agli alberi!

Anche all’ombra di un albero può succedere che la nostra pianta abbia sete, solitamente per due motivi:

  1. Le Hydrange hanno uno sviluppo radicale molto ridotto (massimo 60 cm) e quindi, specialmente nel periodo estivo, e la concorrenza delle radici degli alberi si fa sentire;
  2. Le chiome degli alberi stessi crea copertura, come se fossero dei grandi ombrelli. Questo impedisce alle piogge non troppo abbondanti di arrivare al suolo.

Quindi anche per le ortensie che vengono piantate nel sottobosco, la cura dell'irrigazione deve essere costante. Il modo migliore per annaffiare le nostre amiche ortensie è bagnare il terreno intorno alla pianta. Si può avere l'accortezza di creare intorno ad essa, una sorta di "piccola tazza" per contenere l'acqua, in modo che non si disperda.

Come annaffiare le ortensie

L'ortensia va preferibilmente bagnata al mattino, così che possa affrontare le calde giornate estive con un terreno fresco ma non fradicio (cioè un terreno saturo di acqua). Un terreno saturo d'acqua, può portare la nostra ortensia all’asfissia radicale, senza contare il favorevole sviluppo a malattie come l’oidio e la peronospora.

Vi sono però delle ortensie che resistono di più alla mancanza di acqua, come: le Arborescens, le Paniculata, la Quercifolia e anche le Rampicanti.

La coltivazione in vaso delle ortensie

Se le nostre ortensie sono coltivate in vaso, l'attenzione per l'irrigazione deve essere massima. Il vaso è un ambiente ristretto e il terreno in esso contenuto si può asciugare molto velocemente. Se ci siamo dimenticati di annaffiare e la terra è asciuttissima, è consigliabile immergere il vaso in un secchio di acqua, lasciandolo fino alla scomparsa delle bolle d'aria che si andranno a creare.

Fate sempre attenzione ai ristagni d'acqua. Essi sono deleteri come la siccità e portano alla morte le radici.

Ortensie: pacciamatura si, pacciamatura no

Le scuole di pensiero sono diverse, secondo me una pacciamatura mantiene il terreno più fresco.

Ora non vi resta che dedicarvi alla coltivazione delle vostre ortensie e per saperne di più, scoprite i volumi della Collana del Verde, come Alberi&Arbusti e Piante Perenni. 

Buona annaffiatura!

Scopri la quantità giusta di acqua per le tue piante

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