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Conservazione dei semi delle piante da frutto

La vitalità dei semi

Conservazione dei semi delle piante da frutto

È una delle fasi più importanti e consiste nel porre il seme in appositi locali al fine di garantirne la loro vitalità nel tempo. Per quanto riguarda l'aspetto della conservazione dei semi è necessario distinguere la vitalità di un seme, dalla germinabilità del seme stesso.

La vitalità dei semi (intesa come la caratteristica di un seme di mantenere inalterate le sue funzioni fisiologiche nel tempo) dipende in primo luogo dalle caratteristiche intrinseche della specie e in secondo luogo dalle caratteristiche estrinseche della specie come l'ambiente di coltivazione. Per germinabilità si intende invece la probabilità in percentuale che un seme vitale dia origine ad una nuova pianta.

Per questo in relazione alla durata media della vitalità di un seme possiamo distinguere:

  • Semi a vita breve: sono tutti quei semi che se non trovano un ambiente idoneo alla germinazione perdono rapidamente la loro vitalità. In questi semi la durata della vita si può aggirare da pochi giorni fino al massimo di 1 anno. A questa categoria appartengono alcune specie da frutto come il castagno e il nocciolo.
  • Semi a vita media: sono tutti quei semi la cui vita media oscilla tra i 2-3 anni fino ad un massimo di 15 anni. Appartengono a questa categoria i semi della maggior parte delle specie orticole e delle specie ornamentali.
  • Semi a vita lunga: sono tutti quei semi dove la vitalità varia da un minimo di 15-20 anni fino ad un massimo di 100-200 anni. Essi sono caratterizzati da tegumenti molto duri e impermeabili all'acqua, tali da isolarli completamente dall'ambiente esterno. Appartengono a questa categoria i semi di molte specie da frutto (es. pesco, albicocco, olivo, melo ecc.).

Tuttavia come abbiamo detto, la vitalità di un seme dipende dall'ambiente esterno e i fattori ambientali che maggiormente influiscono su questo sono l'umidità e la temperatura.

L'umidità è un fattore che di solito influisce negativamente sulla conservazione di un seme, perché accelera i suoi processi fisiologici di germinazione.

Per avere una buona conservazione è necessario che l'umidità si mantenga bassa intorno al 4-6% (per i semi a vita media), fino al 20-25% (per i semi a vita lunga) e necessariamente senza troppe fluttuazioni.

Nonostante tutto i semi anche se essiccati restano comunque vitali ed in equilibrio con l'umidità ambientale. Se vengono reidratati oltre il 15% diventano suscettibili allo sviluppo di parassiti, sopra il 20% vanno incontro ad un processo di riscaldamento e se arrivano al 40-60% si può attivare la germinazione.

Per quanto riguarda la temperatura come fattore influente sulla conservazione dei semi è necessario ricordare che essa non deve andare al di sotto di certi limiti (es. 0 -1°C), per non interrompere troppo il processo di crescita e sviluppo dell'embrione, ne al di sopra (10-15°C) per non impedire i processi vitali del seme stesso. L'intervallo di temperatura migliore per avere una corretta conservazione del seme deve aggirarsi tra 2-7°C.

Vari sono i sistemi che possono essere impiegati per la conservazione dei semi, anche se comunque il controllo del binomio umidità – temperatura gioca un ruolo importante al fine di ottenere degli ottimi risultati.

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Questo articolo è stato scritto da Fabio_DiGioia

Fabio_DiGioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com 

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