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Kaki o caco: tutto quello che devi sapere

Kaki o caco: tutto quello che devi sapere

Kaki: descrizione generale

Il kaki (chiamato anche cachi) rappresenta un frutto piuttosto noto originario dell'Asia orientale. Esso appartiene alla famiglia dell'Ebanacee e costituisce senza dubbio una delle piante più longeve che esistano in assoluto. A giorno d'oggi questo frutto è molto apprezzato non solo nel mondo orientale ma anche occidentale grazie al suo sapore estremamente gustoso e alle sue proprietà benefiche.

Varietà di kaki più conosciute

Numerose varietà di kaki esistono oggigiorno al mondo, le quali si differenziano prevalentemente per la secchezza del cavo orale e per la presenza dei semi. È opportuno fare questa differenza in quanto ciò andrà ad indicare se il frutto può essere consumato immediatamente oppure se deve maturare ancora dopo la coltivazione. Le varietà di kaki che non necessitano di ulteriore maturazione sono il kaki dolce, il kaki Fuyu Gosho e il kaki Jiro mentre quelle che devono maturare ancora per un certo periodo sono il kaki Yokono e Hachiya.

Esposizione dei kaki

I rami del kaki sono estremamente fragili e tendono a spezzarsi (soprattutto se appesantiti dai frutti) con molta facilità. Pertanto quando si coltiva questa pianta bisogna prestare la massima attenzione ai possibili venti che potrebbero danneggiarla: è consigliabile quindi esporla in un luogo ben soleggiato.

Fioritura del kaki

Generalmente la fioritura del kaki avviene nel corso del mese di maggio, piuttosto tardi dunque rispetto ad altre piante dello stesso tipo. I fiori si possono distinguere in tre tipologie: femminili, maschili ed ermafroditi.

Concimazione del kaki

La concimazione del kaki deve avvenire durante la fine del periodo vegetativo (dunque nei mesi autunnali) oppure all'inizio del periodo primaverile (quando ricomincia la fase vegetativa). Ovviamente bisogna controllare bene le condizioni del proprio terreno: se esso è già molto ricco di sostanze organiche non c'è bisogno di effettuare la concimazione

Irrigazione del kaki

Pianta dei kaki necessita di pochissima irrigazione. Essa infatti necessita senz'altro di pochissima acqua: per tale motivo è dunque una pianta che non ha bisogno di molte attenzioni. Tuttavia durante il periodo estivo bisogna ricordarsi di aumentare le innaffiature in quanto a lungo andare il kaki potrebbe seccarsi e dare vita a frutti irregolari.

Potatura del kaki

Anche la potatura del kaki, così come per l'irrigazione, non necessita di notevoli attenzioni. Quello che bisogna fare infatti è soltanto eliminare i rami e le foglie secche per lasciare spazio alla comparsa dei rami da frutto. Oltre a ciò è poi possibile effettuare il taglio dei rami eccessivamente lunghi in modo tale da non creare dislivelli nella pianta. 

Malattie principali del kaki

Generalmente la pianta del kaki non è particolarmente soggetta a malattie e attacchi di parassiti. Tuttavia a volte potrebbe verificarsi l'attacco di cocciniglie che indeboliscono sensibilmente la pianta. Un insetto a cui bisogna poi prestare attenzione è la mosca della frutta, generalmente attratta da questa pianta. Un'altra eventualità che non bisogna sottovalutare indubbiamente è la formazione di muffa grigia che potrebbe compromettere in maniera irreversibile i frutti del kaki. 

Particolarità del kaki

Il kaki è sicuramente una pianta molto resistente e longeva. Una delle sue peculiarità è uno sviluppo molto importante in altezza: essa infatti può raggiungere addirittura i dodici metri. La chioma di cui si compone è di forma sferica mentre le foglie sono caratterizzate da una forma ovale e da una superficie estremamente lucida.

Kaki: temperatura ideale

Il kaki è una pianta semi tropicale abituata ad essere coltivata in ambienti caratterizzati da inverni miti ed estati calde. Solitamente però esso costituisce senza dubbio una pianta piuttosto robusta e resistente che riesce a reagire egregiamente alle temperature fredde, anche quelle più basse. In base alla varietà, il kaki riesce a rispondere bene anche alle temperature al di sotto dello zero ed è dunque adatta per essere coltivato durante il periodo invernale.

Rinvaso del kaki

Il periodo più adatto per effettuare il rinvaso del kaki è indubbiamente all'inizio del risveglio vegetativo, dunque al principio della stagione primaverile. Generalmente esso può essere fatto ogni due o tre anni ma dopo la crescita è opportuno eseguirlo ogni anno.

Kaki: substrato

Il terreno argilloso e ben drenato è il più adatto per la coltivazione del kaki. I terreni ricchi di sostanze organiche e di medio impasto sono senza dubbio i migliori. Da non utilizzare sono invece i substrati troppo pieni di boro e sodio.

Propagazione del kaki

La propagazione del kaki si compie principalmente attraverso l'uso di portainnesti. Tra i maggiormente adoperati ce ne sono sicuramente tre: il Diospyrus Lotus (quello più conosciuto ed utilizzato in Italia), il Diospyrus Kaki (poco resistente alle temperature basse e quindi adoperato in misura minore) e il Diospyrus Virginiana (anch'esso poco utilizzato).

Leggi la risposta dell'esperto sulla cascola dei kaki

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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