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Il sorbo: origine, diffusione e coltivazione e utilizzo di questa antica pianta da frutto

Tutti i segreti per imparare a riconoscere e coltivare le diverse varietà

Il sorbo: origine, diffusione e coltivazione e utilizzo di questa antica pianta da frutto

Il sorbo è una specie di pianta da frutto, che proviene da una vasta area comprendente l’Europa meridionale, l’Asia minore e l’Africa settentrionale. In realtà le condizioni pedoclimatiche di adattamento migliori e più favorevoli a questa pianta sono quelle dell’ambiente Mediterraneo, cui anche l'Italia appartiene.  Si tratta di una pianta da frutto nota ed apprezzata fin dalle epoche più remote in Italia, ma è sempre stata ritenuta come una specie marginale.

Già gli antichi Romani sapevano come utilizzare il sorbo come specie di pianta da frutto, apprezzandola sia per la maestosità che per le capacità produttive.

In Italia, il sorbo, sin dai tempi più antichi, veniva coltivato sia per la produzione del frutto che del legno, considerando che la specie è tutt'ora presente in aree marginali, accanto alle fattorie, ai bordi delle strade, dei campi e in aree incolte. Infatti sono rari ed inconsueti, in epoca moderna, gli esempi di impianti specializzati, mentre esistono esemplari diffusi in colture isolate e spontanee.

Dal momento che si tratta di una pianta che presenta una crescita estremamente lenta nel tempo, probabilmente a causa della frenesia dei giorni nostri e della mancanza di pazienza, oggi questa specie non viene più coltivata nè per la produzione dei frutti e nè a scopo ornamentale. Ne esistono poche piante in tutta Italia, a testimonianza del fatto che diviene ancora di più indispensabile recuperare e valorizzare questa specie, che, a buon diritto, può essere inserita nella categoria dei "frutti dimenticati".

Sorbo: caratteristiche della specie

Il sorbo appartiene all'ordine delle Rosales, alla famiglia delle Rosacee e alla sottofamiglia delle Pomoidee.

La specie più interessante per quanto riguarda la produzione dei frutti è il sorbo domestico (o Sorbus domestica). Un’altra specie molto diffusa nelle zone ai piedi delle colline è il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), impiegato per la sua funzione ornamentale e per il legno, ma caratterizzato da frutti amari e astringenti.
Il sorbo domestico è un alberello di notevole grandezza (può raggiungere anche i 20-25 m d’altezza), molto lento nella crescita e molto longevo arrivando a vivere anche oltre 200 anni.

La pianta è formata da un tronco eretto, con corteccia di colore grigio scuro. La chioma, è invece rotonda e costituita da branche a portamento aperto. Le foglie sono formate da 11-21 foglioline seghettate e brevemente appuntite, con la pagina superiore di colore verde cupo, mentre quella inferiore è verde glauco e pubescente.

I fiori che crescono nel mese di maggio, sono piccoli, di colore bianco, riuniti in infiorescenze a corimbo portate all’apice dei rami dell’anno. Dai fiori si originano dei piccoli pomi dette sorbe, frutto simile per l’aspetto a delle mele o a delle pere.
Al momento della raccolta le sorbe sono immangiabili, perché caratterizzate da una polpa ricca di tannini astringenti e priva di qualsiasi profumo, con il colore della buccia giallo-verdastro soffusa di rosa o rosso e ricoperta a volte da rugginosità.

Per diventare commestibili, i frutti del sorbo devono subire un processo d’ammezzimento, che consente alla polpa di intenerirsi, grazie ad una leggera frammentazione, che raggiunge il culmine con l'accentuarsi del colore della buccia, che vira verso il rosso porpora, e con la trasformazione dei tannini in zuccheri.

E' quindi molto utilizzata la marmellata di sorbe.

Germoplasma e varietà locali

Le varietà coltivate e vendute vengono suddivise in due sottospecie in virtù della forma del frutto, che può essere sia di una piccola mela che di una piccola pera.

Per questo avremo il:

  • Sorbo sottospecie malifera (sorbo mela).
  • Sorbo sottospecie pyrifera (sorbo pera).

Esigenze di coltivazione della pianta

La pianta ha delle modeste necessità in fatto di clima e terreno, tollera bene le basse temperature invernali, è in grado di adattarsi ad ogni tipo di suolo, anche quelli di natura alcalina, tendenzialmente pesanti e caratterizzati anche da un’estrema aridità.

Propagazione sorbo

Il sorbo si può propagare per seme o per innesto della specie su portinnesti come il biancospino o il cotogno, in modo da anticipare l’entrata in produzione della pianta. Le piante coltivate da seme hanno uno sviluppo molto lento ed entrano in produzione intorno al 15° anno di vita della pianta. 

Nel caso si voglia eseguire un innesto, è bene attrezzarsi ed eseguire la delicata operazione con gli strumenti adatti, attraverso l'uso di un coltellino per innesti, affilato e sterilizzato, per evitare la comparsa di infezioni e non fare soffire la pianta con incisioni troppo grandi o profonde più del necessario. 

Potatura sorbo

L’innesto di biancospino o su cotogno consente di abbreviare il periodo improduttivo, anche se tuttavia la messa a frutto avviene verso il 10° anno di età. Per il sorbo non vengono eseguiti in generale interventi di potatura, tranne qualche taglio durante la fase d’allevamento. Tuttavia la pianta ha una naturale propensione ad alternare, per cui ad annate di scarica possono seguire annate di carica, con produzione anche notevole di frutti. 

Comunque, come ovviamente per l'innesto, è bene attrezzarsi di forbici da potatura, cesoie o troncarami, sempre ben affilati e disinfettati, così come farebbe un vero professionista.

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Quando e come si raccolgono i frutti del sorbo?

I frutti maturano tra il mese di settembre e ottobre, ma di norma vengono mangiati sovramaturi o ammezziti a partire dal mese di novembre. Infatti un vecchio detto afferma Con il tempo e con la paglia, matura la sorba e la canaglia a testimonianza concreta del fatto che non si deve avere fretta, ma occorre saper aspettare affinché il frutto maturi in maniera lenta nel tempo.

La raccolta viene eseguita manualmente, ma i frutti, per diventare commestibili, devono subire un processo d’ammezzimento.

Frutto che matura nella paglia

Nelle campagne italiane un sistema molto diffuso per rendere più veloce il processo di ammezzimento, consisteva nel mettere i frutti nella paglia, in quanto in questa maniera il calore emanato favorisce la trasformazione dei tannini in zuccheri, trasformando la polpa in un colore scuro, in modo da poter godere del loro particolare profumo e aroma.
Le sorbe sono frutti che appartengono ai cosiddetti sapori perduti e dimenticati e siccome non subiscono nessun trattamento chimico, sono molto ricercati rientrando nella categoria della cosiddetta frutta ecologica.

Caratteristiche nutrizionali

I frutti risultano essere molto ricchi di carboidrati (glucosio e fruttosio), acidi organici (acido citrico prevalentemente), alcoli, fibre solubili, vitamina C, tannini dalle caratteristiche astringenti, e sostanze amare da cui ne deriva il nome del frutto, come la sorbina, l’acido sorbico e l’acido sorbotanico.

Sorbo: utilizzo e proprietà

I frutti possono essere mangiati freschi o in alternativa impiegati per fare il sidro, le confetture di sorbe, i liquori e le salse. Un tempo i frutti venivano infilati in un lungo filo a forma di rosario e stesi ad essiccare sui graticci, da cui se ne poteva ricavare la farina per la produzione del pane soprattutto nei periodi di carestia. La produzione del sidro, molto nota in antichità, veniva ottenuta invece facendo semplicemente fermentare la polpa del frutto ammezzito.
Non a caso, nel 1600 Vincenzo Tanara affermava che: “Pochi frutti ci sono eguali nell’utile a questo, che porge pane, vino e companatico”.

In fitoterapia i frutti hanno proprietà astringenti, diuretiche, detergenti, rinfrescanti e tonificanti. Inoltre il succo delle sorbe è utilizzato in cosmesi per normalizzare le pelli grasse.

Il legno giovane del sorbo viene impiegato per estrarre un liquido scuro capace di tingere i tessuti. Il tannino estratto dal legno e dalle foglie può essere utilizzato per la concia del pellame. Il legno inoltre essendo molto duro e compatto viene utilizzato anche per il lavori di ebanisteria. Infatti per la sua durezza e la proprietà di essere fine, poteva essere impiegato anche per la produzione di armi come archi e balestre, oppure per l’ottenimento di sostegni per i filari di viti, produzione di torchi o banchi da falegnameria.

Essendo anche una pianta molto decorativa per l’abbondante presenza di frutti, il sorbo può essere utilizzato anche a scopo ornamentale più che come specie da frutto, essendo anche molto indicato alla coltivazione biologica e per la valorizzazione di zone ritenute marginali.

Infine soprattutto nel Nord Europa, il sorbo era una specie che veniva piantata vicino le case, perché si pensava che allontanasse i fulmini e gli spiriti immondi.

BIBLIOGRAFIA:

  1. AA. VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.
  2. AA. VV., 1997. Manuale di agricoltura. Seconda edizione. Ulrico Hoepli editore, Milano.
  3. Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.
  4. Dalla Ragione I., 2010. Frutti ritrovati: 100 varietà antiche e rare da scoprire. Edizioni Mondadori Arte, Milano.

Video Sorbo dell'uccellatore

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Questo articolo è stato scritto da Fabio_DiGioia

Fabio_DiGioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com