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Porro - Allium porrum - Coltivazione e Caratteristiche
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Porro - Allium porrum

Porro - Descrizione generale

Appartiene alla famiglia delle Liliacee, ha un ciclo di vegetazione biennale, ma ha un sapore decisamente più delicato della cipolla e dello scalogno, sicuramente dell'aglio. Al massimo della sua crescita, raggiunge circa cm 70 di altezza e si compone di una parte bianca che diventa sempre più verde fino al suo apice.

Il grandissimo vantaggio di questo ortaggio sta nel fatto che è possibile raccoglierlo tutto l'anno; ha un ciclo colturale abbastanza lungo, ma siccome si può piantare durante le diverse stagioni, sarà sempre presente nell'orto. 

Particolarità del porro 

Conosciuto fin dall'antichità, fu importato dai Romani dai Greci e pare che Nerone ne fosse piuttosto ghiotto tanto da essere soprannominato 'il porrofago' per le quantità che ne consumava.

Tolta la parte della radice, si tende a mangiare solo quella bianca, invece la parte verde più chiara del fusto, fino a quando è tenera e non rovinata, si può tagliare ad anelli e mettere nelle insalate od aggiungere nei minestroni o nelle zuppe, per conferire loro una maggiore sapidità e cremosità. Si può anche stufare, utilizzare nei soffritti, nelle quiche e nelle frittate, nelle vellutate, nei risotti.

Possiede delle innegabili proprietà diuretiche e lassative. Meglio se consumato crudo, piuttosto che cotto, anche un idratante naturale e combatte il colestorolo.

Ovviamente ha molte similitudini in termine di benefici e proprietà con gli ortaggi della sua famiglia, ma è mediamente più ricco di calcio, ferro e vitamine.

Esposizione del porro

Il porro ama la parte dell'orto più soleggiata, ma come ogni pianta, si deve provvedere al trapianto delle stesse, nelle ore meno assolatate per non stressarle troppo. 

Substrato del porro 

I suoli eccessivamente compatti non sono utili alla sua crescita ed inoltre favoriscono i ristagni di acqua, del tutto inopportuni, per cui è necessario lavorare bene il terreno e renderlo piuttosto morbido.

Concimazione del porro 

Come abbiamo detto al porro piace un terreno ricco, tuttavia non bisogna esagerare, soprattutto in inverno, perché un’eccessiva concimazione potrebbe ridurne la resistenza al gelo. Si può pensare di arricchire il terreno durante la vangatura dello stesso, in maniera preventiva, oppure in una fase successiva, anche con dei fertilizzanti di origine animale, operazione che si può ripetere diverse volte nei primi periodi dopo il trapianto.

Per una corretta cura del porro, e perchè non gli manchi il giusto nutrimento, è bene zappettarla periodicamente per eliminare le piante infestanti perchè, proprio per la sua natura di crescita verso l'alto, potrebbero essere particolarmente insidiose. L'alternativa è una pacciamatura in paglia.

Irrigazione del porro 

Non è una pianta che necessiti di particolari annaffiatture. Bisognerà semplicemente provvedere per evitare che vada in sofferenza, maggiormente nei periodi primaverili ed estivi e se possibile con un impianto a goccia.

Malattie del porro 

Il porro non dimostra di essere una pianta molto difficile, ma può soffrire delle malattie e dei parassiti in cui incorrono le piante della sua famiglia.
La più temibile è la mosca minatrice che depone le uova nella pianta stessa e, purtroppo, le larve la minano mangiandola al suo interno. Un rimedio può consistere nel coprire le coltivazioni tra la fine dell'estate e l'inizio dell'inverno, oppure si può anche piantare il porro accanto alle carote, che sono repellenti naturali per la mosca che li potrebbe insidiare.

Altro pericolo, tra le malattie crittogamiche, è la peronospora che si può trattare con il bicarbonato di sodio o con un trattamento a base d'ortica. Qualora queste cure non servissero, si deve scegliere una soluzione più drastica: occorre tagliare la pianta nella parte più bassa, ne risentirà un po' la crescita, ma almeno non sarà perduta.

Assolutamente da eliminare la parte compromessa per non contribuire alla diffusione di ulteriori infezioni, quindi assolutamente da non usare per la produzione di compost.

Propagazione del porro 

Potendo fare più semine, le raccolte saranno scalari. Il trapianto del porro si può effettuare quando raggiunge almeno i 10 cm e si devono disporre su file distanti tra loro circa 25cm. Tra una pianta e l'altra è bene lasciare almeno 10 cm.

Si può effettuare la semina in semenzaio, per esempio a marzo, per raccogliere in autunno ed a maggio/giugno per avere il frutto a dicembre oppure si può procedere con la semina direttamente in campo disponendo i semi ad una profondità di cm 1 sotto la superfice, in piccole buche. 

La temperatura ideale per il porro per germogliare è di 25°C, anche se questa può iniziare già dai 12° per un periodo compreso tra i 4 ed i 20 giorni.

Per ottenere i maggiori risultati in termine di produttività e qualità dei porri, è buona norma scegliere una parte dell'orto per piantarli che precedentemente abbia ospitato altre colture. Sono particolarmente indicate quelle del peperone, dello zucchino, del cetriolo del pomodoro e della patata che evidentemente rilasciano sostanze a terra molto utili per una crescita più vigorosa dei porri.

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