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Cardo - Cynara cardunculus

Cardo - Descrizione generale

Il cardo, Cynara cardunculus, è una pianta del mediterraneo che viene inclusa nella famiglia delle Astareceae. Si tratta di una specie molto affine al carciofo ma differente per una maggiore altezza che può oltrepassare il metro. Inoltre, ha nervature spesse e foglie a forma di lancia con picciolo.

La pianta ha origini molto antiche e veniva coltivata ai tempi dei romani e degli egizi. Ha radici profonde e sopravvive grazie agli acheni oppure ad alcune gemme che sono presenti sul fusto e sui rizomi. Ha fiori ermafroditi di colore azzurro, viola e talvolta bianco. Il frutto, invece, ha una colorazione tendente al giallo. Esistono diverse varietà di cardo, generalmente spinose come quello di Tours, quello gigante della Romagna e quello diffuso nel Piemonte. Il cardo di Bologna, invece, non presenta spine e ha costole di grandezza media. Esiste anche il cardo gobbo di Nizza che ha una caratteristica forma curva.

La pianta viene raccolta da settembre fino alla fine del periodo primaverile. Viene recisa all'estremità e privata delle radici. Il prodotto viene commercializzato appena raccolto, così da conservare tutta la sua freschezza.

Cardo bianco avorio - Cynara cardunculus

Cardo bianco avorio - Cynara cardunculus

Cardo - Particolarità

Questa pianta perenne viene impiegata anche in ambito strettamente farmaceutico. Dal cardo, infatti, viene estratto un enzima chiamato cinaresi, ovvero un particolare latte. Quest'ultimo prende il nome di presura e rappresenta base per la preparazione di numerosi formaggi. Inoltre, la pianta ha moltissime proprietà terapeutiche. Agisce contro il colesterolo e inibisce l'HIV-integrasi. La cinaresi svolge anche azioni diuretiche e depurative, agendo anche a beneficio del fegato. 

Esposizione del cardo

Il cardo predilige un'esposizione soleggiata. Allo stesso modo del carciofo è molto sensibile alle basse temperature. La pianta non tollera le gelate. La sua crescita si arresta del tutto a 0°C e la pianta è destinata a morire con temperature inferiori a -2°C. 

Substrato del cardo

Il cardo richiede terreni freschi e profondi. Si adatta bene anche ai terreni sabbiosi, purché non presentino ristagni idrici. Sebbene tolleri una certa salinità, cresce bene anche in terreni neutri.

Cardo: Concimazione

Per la coltivazione del cardo è necessario preparare il terreno con abbondante concimazione e previa aratura e spianatura. Saranno necessarie anche le opere di sarchiatura per favorire la crescita, oltre alle concimazioni periodiche. La pianta viene sottoposta anche alla tecnica colturale dell'imbianchimento, per non essere danneggiata dai raggi solari. A questo proposito, fra le varie tecniche possibili, si è soliti avvolgere buona parte della zona basale con teli o paglia per almeno 2 settimane.

Cardo: Irrigazione

Il cardo, non tollera la siccità. La frequenza dell'irrigazione del cardo dipende molto dal periodo. Nei periodi estivi è bene mantenere il terreno sempre umido, per cui è necessario annaffiare poco e quotidianamente, specie se la pianta è esposta molto al sole. In inverno le irrigazioni possono essere meno frequenti e si possono sospendere durante i picchi di freddo

Le malattie del cardo

Si tratta di una pianta piuttosto resistente, sebbene soggetta all'attacco di numerosi parassiti. Essa, infatti, può essere colpita a diverse malattie fungine oppure da marciume batterico. Inoltre, può essere attaccata da diversi insetti, fra cui il punteruolo e anche dagli afidi.

Il cardo è anche soggetto all'attaco di un mollusco chiamato limaccia grigia che può provocare seri danni ai germogli e alle foglie. Esiste anche una malattia provocata dal lepidottero chiamato proprio Vanessa del cardo. Questa farfalla genera danni a carico delle foglie, dopo averle avvolte con fili sericei

Cardo: Propagazione 

La riproduzione del cardo avviene attraverso i semi generati dalla pianta madre e che cadono direttamente sul terreno. Talvolta i semi vengono trasportati dal vento e hanno una vitalità stimata in 5 anni.

Durante la stagione primaverile l'impianto si può attuare con semina diretta a dimora, distanziando le buche di circa 1 metro. Per ogni buca sono necessari 3 semi, sebbene dopo la nascita sarà opportuno lasciare una sola pianta. Quando iniziano a spuntare le prime piantine vanno rimosse quelle più deboli, per favorire una crescita rigogliosa.

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