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Acer (Acero) - Acero da giardino

Famiglia: Aceraceae

Nome Volgare: Acero

Il genere Acer (Acero) raggruppa numerose specie diverse una dall'altra per portamento, altezza e sviluppo raggiunto, esigenze pedologiche e fogliame (semplice o composto).

Esistono alberi e arbusti appartenenti a questo genere. Alcuni alberi di acero sono decorativi per la loro corteccia, alcuni arbusti presentano fogliame colorato, ma ciò che accomuna tutte le specie di Acero è la fillotassi: le foglie sono sempre opposte e i frutti sono delle disamare. Queste piante  amano il sole o la mezz'ombra e i terreni freschi e ben drenati. Sono piante acidofile.

L’Acero per questi motivi è stato inserito e classificato sul Portale Del Verde sia nella categoria relativa agli  Alberi ornamentali, sia in quella degli Arbusti ornamentali che nelle Piante acidofile.

Acer BUERGERIANUM

Acer BUERGERIANUM

Acer CAMPESTRE

Acer CAMPESTRE

Acer CAPPADOCICUM 'AUREUM'

Acer CAPPADOCICUM 'AUREUM'

Acer CAPPADOCICUM 'RUBRUM'

Acer CAPPADOCICUM 'RUBRUM'

Acer NEGUNDO 'AUREOMARGINATUM'

Acer NEGUNDO 'AUREOMARGINATUM'

Acer NEGUNDO 'FLAMINGO'

Acer NEGUNDO 'FLAMINGO'

Acer PLATANOIDES

Acer PLATANOIDES

Acer PLATANOIDES 'COLUMNARE'

Acer PLATANOIDES 'COLUMNARE'

Acer PLATANOIDES 'CRIMSON SENTRY'

Acer PLATANOIDES 'CRIMSON SENTRY'

Acer PLATANOIDES 'CRIMSON KING' = 'SCHWEDLERI NIGRUM'

Acer PLATANOIDES 'CRIMSON KING' = 'SCHWEDLERI NIGRUM'

Acer PLATANOIDES 'DRUMMONDII'

Acer PLATANOIDES 'DRUMMONDII'

Acer PLATANOIDES 'EMERALD QUEEN'

Acer PLATANOIDES 'EMERALD QUEEN'

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Caratteristiche generali dell'Acero

Il nome “Acero”, attribuito dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656-1708), deriva dal latino "Acer", che significa "appuntito" e fa riferimento alle foglie caduche dalla punta sottile tipiche di questo genere di albero.
Ad oggi sono state descritte circa 150 specie di acero che si differenziano per portamento, esigenze pedologiche e fogliame, tutte originatesi nell'emisfero boreale (Europa, Cina, Giappone e America) e diffuse nelle zone dal clima temperato.
Gli alberi di acero, di dimensioni che vanno da 1 a 30 metri di altezza, crescono in pianura, nelle zone di collina e submontane e nei cedui misti. Le foglie decidue variano molto tra le differenti specie e presentano un piccolo picciolo, nervature palmate marcate; hanno solitamente 5 lobi, fatta eccezione per poche specie che ne hanno 3, 7 o 9. Negli esemplari più decorativi provenienti dall’Estremo Oriente e dall’America, la chioma è caratterizzata da colorazioni autunnali molto vivaci, che vanno dall’arancio al rosso, dal bronzo al porpora. I fiori dell’acero sono, solitamente, di piccole dimensioni, sono ermafroditi e riuniti in grappoli giallo-verdastri.
I frutti sono disamare, costituite da due samare simmetriche, con strutture membranose ad ala che ne favoriscono lo spostamento ad opera del vento. La forma del frutto è uno degli elementi più utilizzati per la distinzione tra le specie di acero.
Molte varietà sono coltivate come alberi ornamentali per il portamento e il fogliame vivamente colorato e variegato; vi sono anche specie che possono essere coltivate come bonsai o utilizzate nell'arboricoltura da legno e in silvicoltura per la produzione di legname.
Il legno dell'acero è uno dei più utilizzati per la produzione di strumenti musicali: in particolare per i manici di chitarra elettrica o fasce laterali, fondo e manico per gli strumenti ad arco e strumenti a percussione.

Coltivazione dell’acero

Pur considerando l'elevato numero di specie esistenti e l'ampia diffusione, e quindi le diverse esigenze specifiche, in linea di massima, la coltivazione dell’acero è piuttosto semplice. Questi alberi ornamentali non richiedono infatti particolari cure: non è necessaria la potatura, fermo restando un'ordinaria manutenzione a fine inverno per la rimozione dei rami danneggiati o secchi. Tendono a svilupparsi in qualsiasi tipo di terreno che risulti ben drenato, fatta eccezione per quelli eccessivamente acidi, alcalini o calcarei.
L'umidità del terreno è cruciale per lo stato di salute di quest’albero ornamentale: le giovani piante hanno bisogno di annaffiature regolari soprattutto nei mesi più caldi, da aprile a settembre, e il terreno non deve mai restare asciutto. Gli esemplari di alberi di acero adulti sono invece meno esigenti e non necessitano di innaffiature tranne che in caso di prolungata siccità, essendo le piogge sufficienti a soddisfarne il fabbisogno idrico; sono sempre da evitare i ristagni d'acqua che portano al marciume radicale. I giovani esemplari richiedono annaffiature regolari. Con l'eccezione di alcune specie asiatiche che preferiscono l'ombra, gli aceri ben sopportano un'esposizione in pieno sole. Le specie di Acero Giapponese vanno riparate dai venti freddi, che possono danneggiare il fogliame.
A fine autunno si può effettuale una leggera pacciamatura con letame o foglie, mentre altri concimi non eccessivamente ricchi in azoto possono essere utilizzati dall’inizio della primavera.

Propagazione dell'Acero

La propagazione dell'acero può avvenire per semina o tramite talea o innesto in primavera inoltrata.
Le samare (piccole noci appiattite) contengono i semi avvolti da una spessa cuticola. Affinché il seme germini, è quindi necessaria la cosiddetta stratificazione, che richiede basse temperature. Per la coltivazione domestica, questo passaggio può essere eseguito conservando i semi in frigorifero per alcuni mesi o intaccando manualmente la cuticola, al fine di permettere all'acqua di penetrarvi.
Sebbene un singolo acero produca centinaia di samare, non tutte saranno fertili: si rende quindi necessaria la semina di un numero di semi maggiore rispetto al numero di piante che si intende ottenere.

Malattie dell'Acero

Le malattie a cui gli aceri sono più suscettibili sono quelle di origine fungina, come l'oidio e la ruggine. Tali infezioni sono particolarmente dannose per le piante più giovani il cui sviluppo risente in modo particolare della perdita delle foglie, mentre gli esemplari più adulti difficilmente vengono danneggiati. Gli antifungini più utilizzati sono in genere a base di zolfo e rame. Un intervento tempestivo è necessario invece in caso d’infezione da chiodino (armillaria mellea), un fungo che provoca marciumi radicali portando spesso alla morte delle piante.
In caso di tracheoverticillosi, che si manifesta con un progressivo avvizzimento delle foglie e il successivo disseccamento dei rami, l'unico intervento possibile è la rimozione della pianta e disinfestazione del terreno.
Anche nel caso di minatori fogliari, l'uso di insetticidi è necessario solo per le piantine ancora giovani, mentre per gli alberi di acero sarà opportuno rimuovere il fogliame dal terreno per evitare la propagazione degli insetti.
L'acero può essere inoltre parassitato da numerose specie di emitteri, coleotteri e lepidotteri. Il rodilegno rosso scava ad esempio delle gallerie all'interno dei tronchi, e può portare alla morte dell'albero.
Diffuso è l'attacco da parte degli afidi, che rendono le foglie vischiose e fuligginose e le danneggiano succhiandone la linfa.
L'eupulvinaria ricopre completamente le foglie comportandone l'essiccamento e la caduta.
Gli acari aggrediscono le foglie con conseguente comparsa di malformazioni. In questi casi è necessario l'impiego di afidi o acaricidi specifici.
Il tumore batterico causato da Agrobacterium tumefaciens, che attacca le radici e il colletto della pianta comportano un rallentamento dello sviluppo vegetativo e clorosi fogliare.

Usi e diffusione delle principali specie di Acero

Gli aceri preferenzialmente coltivati per fini ornamentali sono principalmente l'Acer Negundo, l'Acer Japonicum, l'Acer Saccharinum, l'Acer Griseum che si caratterizza per la particolare corteccia che si colora di rosso sfaldandosi.
La coltivazione in vaso è indicata per alcuni ibridi che derivano dall'Acer Japonicum e dall'Acer Palmatum, per il loro sviluppo limitato.
L'Acero Campestre, l'Acer Opalus, l' Acero di Monte (Acer Pseudoplatanus), l'Acero Platanoides e l'Acer Monspessulanum sono coltivati principalmente per la produzione di legname, mentre l'ampia diffusione in Canada e negli Stati uniti dell'Acer Saccharium e dell'Acer Nigrum è legato alla produzione del tipico sciroppo d'acero.
Le specie autoctone più comuni in Italia sono l'italico, l’Acero Campestre che viene utilizzato come sostegno per le viti o per la creazione di siepi ed è noto anche con il nome di Pioppo, l'Acero Napoletano che è diffuso anche in Jugoslavia e Grecia, l'Acero Riccio d'Ungheria e l'Acero di Monte, che può superate i 120 metri di altezza.

I bonsai di Acero

Poiché tendono ad assumere rapidamente un aspetto equilibrato, gli aceri vengono coltivati anche come bonsai da esterno. Le specie che più si adattano a questo tipo di coltivazione sono in genere di origine asiatica, come l‘Acero Palmato, l’Acero Giapponese, l’ Acero buergerianum, che non amano particolarmente il caldo e la diretta esposizione al sole. Necessitano pertanto di regolari innaffiature e di un'esposizione semi ombreggiata. Per ottenere la forma e le dimensioni tipiche del bonsai, si effettua la "pinzatura" che consiste nell'accorciare i rami che hanno prodotto almeno 5 internodi. Inoltre tra maggio e giugno si può effettuare la defogliazione, volta a ridurre la grandezza delle foglie: con uno strumento apposito, il defogliatore, si tagliano tutte le foglie lasciando solo il picciolo attaccato al ramo. In pochi giorni, l’acero  produrrà nuove foglie, che cresceranno però con dimensioni ridotte. Tale pratica deve essere però effettuata solo su piante in perfetto stato di salute.