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È possibile innestare la vite diretta con una varietà classica di dolcetto, barbera, uva da tavola? Se semino semi di uva diretta, ottengo viti selvatiche?

Il 23/09/2016, elvio di italia chiede:

Buongiorno. Ho acquistato una piccola vigna per uso famigliare, oltre alle classiche varietà di uva sia da tavola che da vino ci sono alcune viti di uva diretta. Volevo chiedere: 1) È possibile innestare la vite diretta con una varietà "classica" (dolcetto, barbera, o uva da tavola)? 2) se semino i semi di uva diretta ottengo delle viti selvatiche? Grazie mille

Il 24/09/2016, Fabio Di Gioia risponde:

Salve Elvio.

Per iniziare intanto le volevo dire che quella che lei chiama con il termine di "Vite diretta", presumo che sia la vite franca di piede, ossia la vite europea (Vitis vinifera), ottenuta direttamente da seme, talea o propaggine. Le ricordo che la vite europea, è suddivisa a sua volta in due sottospecie:

  1. Vitis vinifera sativa (vite domestica).
  2. Vitis vinifera sylvestris (vite selvatica o silvestre).

Come lei ben sa, la maggior parte delle viti che oggi sono coltivate, derivano da un innesto di una vite europea (Vitis vinifera), che fornisce la varietà sovrastante, su di un piede americano (Vitis riparia; Vitis berlandieri; Vitis rupestris), che invece fornisce l'apparato radicale. Tutto questo viene fatto per contenere l'attacco radicale di un insetto che colpisce le radici chiamato Fillossera (Phylloxera vastatrix). Questo insetto di origine nordamericana, arrivato in Europa attorno al 1845, provocò dei danni notevoli a carico dei vitigni europei in quanto non resistenti all'attacco radicale dell'insetto. In poco tempo molte piante di vite morirono. Tuttavia però la vite americana risulta essere resistente all'attacco radicale. Per cui ricapitolando: 

  • Vite europea: resistente all'attacco fogliare, ma sensibile a quello radicale;
  • Vite americana: sensibile all'attacco fogliare, ma resistente a quello radicale.

Come conseguenza a quanto descritto, si procedette all'innesto della vite europea sulla vite americana, ottenendo di conseguenza piante resistenti alla fillossera che esistono anche oggi.

Ci sono tuttavia delle zone d'Italia, in cui ancora oggi è possibile coltivare la vite franca di piede, ossia una pianta con radice europea. Sono i terreni sabbiosi e vulcanici della Campania e della Sicilia, laddove il parassita non può muoversi nel terreno e provocare danni alle radici.

Venendo alle domande che lei chiede:

È possibile innestare vite diretta con una varietà classica?

Le rispondo di sì, a patto che ci troviamo, come ho già detto, in terreni sabbiosi, dove l'insetto non può muoversi e creare danni alle radici. Negli altri casi è necessario innestare la vite europea su vite americana. Nel fare questo innesto, le consiglio di utilizzare varietà domestiche e non quelle selvatiche, perché sono più produttive, entrano a frutto più precocemente e danno frutti di qualità migliore.

Se si semina uva diretta, si ottengono viti selvatiche?

Le rispondo di sì, perché nella riproduzione da seme (gamica), c'è un rimescolamento dei caratteri ereditari, a causa dell'unione del gamete femminile con quello maschile. Per cui la pianta figlia avrà delle caratteristiche molto diverse dai suoi genitori. Per cui per riprodurre fedelmente la varietà in oggetto che si vuole impiantare e ottenere di nuovo la vite domestica, è necessario ricorrere all'innesto. Tuttavia però è necessario ricordare che la parte radicale deve essere sempre costituita dalla vite americana, mentre la parte sovrastante da vite europea.

Ringraziandola della domanda e rimanendo a sua disposizione per risolvere altri dubbi, le porgo i miei distinti saluti.

Dott. Fabio Di Gioia
Specializzato nel recupero e valorizzazione di varietà vegetali antiche.

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Fabio Di Gioia Fabio Di Gioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com