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Ho un vigneto di 200 viti e 60 piante di ulivi: posso fare un sovescio con motozappa solo per la semina?

Ho un vigneto di 200 viti e 60 piante di ulivi: posso fare un sovescio con motozappa solo per la semina?

Il 27/09/2016, guido di roma chiede:

Buongiorno, ho un vigneto di 200 viti e 60 piante di ulivi. Posso fare un sovescio con una motozappa solo x la semina? Vi ringrazio un saluto. Guido

Il 27/09/2016, Fabio Di Gioia risponde:

Salve gentilissimo signor Guido.

Il sovescio è una pratica agronomica che consiste nell’interrare alcune colture erbacee a rapido sviluppo, allo scopo di mantenere e/o migliorare le caratteristiche del terreno (fisiche, chimiche e biologiche) e soprattutto di arricchirlo di elementi minerali come:

  • N azoto (in quantità di 50 – 60 kg/ha).
  • P2O5 fosforo.
  • K2O potassio.

Sostanza organica (S.O) (in quantità dello 0,4 – 0,6 kg/ha).

Tra le specie erbacee, che vengono maggiormente impiegate per il sovescio, ricordiamo:

  1. Leguminose (favino, fava, pisello, lupino, veccia ecc.);
  2. Graminacee (loiessa, coda di topo, segale, avena ecc.);
  3. Crucifere (colza, ravizzone, cavoli ecc.).

Le colture da sovescio migliori sono le leguminose perché permettono di elevare il contenuto d’azoto al pari di una concimazione letamica, con abbondante rilascio anche di materiale organico e miglioramento notevole delle proprietà chimiche e nutrizionali del terreno.

Questo rilascio di azoto N avviene grazie all’abbassamento del rapporto carbonio/azoto C/N proprio per la loro capacità di fissare l’azoto atmosferico dovuta all’attività dei batteri azotofissatori presenti a livello dei noduli radicali di tali specie.

Le graminacee a differenza delle leguminose, possiedono un apparato radicale fascicolato e più superficiale che agisce come miglioratore soprattutto delle proprietà fisiche del suolo (es. porosità e struttura). Inoltre avendo una biomassa organica molto più abbondante rispetto alle leguminose, presentano un rapporto carbonio/azoto C/N più alto a causa della presenza di una maggiore quantità di residui legnosi nei tessuti della pianta. Questo permette di rilasciare una minore quantità di azoto ma un maggior contenuto di materiale organico.

Le crucifere, infine, rispetto alle graminacee e alle leguminose, presentano un apparato radicale più profondo a fittone. Queste radici, oltre a disgregare e migliorare la struttura fisica del terreno, grazie alla profondità che raggiungono, sono in grado anche di andare ad intercettare quegli elementi minerali (in particolare microelementi), che spesso si perdono negli strati più profondi del profilo del suolo, riportandoli a livello dello strato interessato dalle radici. In più le crucifere hanno anche la caratteristiche di arricchire di zolfo S abbassando di conseguenza il rapporto azoto/zolfo N/S.

Questa pratica agronomica semplice, ma allo stesso tempo molto efficace per la nutrizione del terreno apporta ad esso i seguenti benefici:

  • Aumento del contenuto di sostanza organica del suolo.
  • Riduzione dei fenomeni di erosione e/o ristagno idrico del suolo.
  • Riduzione dei fenomeni di compattamento del suolo.
  • Miglioramento della portanza del suolo soprattutto per il passaggio di mezzi meccanici.
  • Aumento dei fenomeni d’infiltrazione e permeabilità del terreno.
  • Miglioramento della struttura del suolo.
  • Incremento della biodiversità delle specie vegetali, della microflora e microfauna terricola.
  • Protezione del suolo dall’effetto degli agenti atmosferici.
  • Mantenimento del contenuto di azoto (in particolare quello nitrico NO3-).
  • Mantenimento di un livello utile di umidità nel terreno.

Venendo alla sua domanda, lei chiede se è possibile fare la semina di specie erbacee da sovescio in un terreno coltivato a viti e olivi, utilizzando come attrezzo la motozappa. La motozappa (chiamata anche fresa o zappatrice), in realtà, è una macchina operatrice che viene impiegata, per disgregare le zolle di terreno in superficie, eliminare le eventuali erbe infestanti e rompere la crosta superficiale in presenza di colture favorendone il loro arieggiamento. Per cui in definitiva, a parer mio, eviterei di utilizzare la motozappa per seminare le specie erbacee da sovescio, utilizzando al posto di essa una macchina combinata dotata di un erpice posto anteriormente al trattore e una seminatrice nella parte posteriore.

In questo modo mentre l'erpice posto anteriormente effettua la rottura delle zolle e dello strato superficiale, la seminatrice posteriore apre i solchi e contemporaneamente deposita i semi delle specie erbacee da sovescio.

Approfitto inoltre della sua domanda per farle presente, che nello scegliere il tipo di specie erbacea da utilizzare per il sovescio, sarebbe opportuno indirizzarsi non verso l'impiego di una specie appartenente ad una sola famiglia (es. solo leguminose), ma indirizzare la scelta verso, di specie erbacee miste o miscugli (es. leguminose/graminacee; graminacee/crucifere; crucifere/leguminose; leguminose/graminacee/crucifere). Questo perché la mescolanza di specie diverse appartenenti a famiglie diverse ha la caratteristica di apportare vantaggi agronomici diversi in base al tipo di coltura e alle diverse caratteristiche fisiologiche delle piante.

Infine le ricordo che, soprattutto per quanto riguarda le specie arboree come vite e olivo, è necessario evitare gli eccessi di azoto nel terreno, in quanto potrebbero provocare uno sviluppo vegetativo troppo intenso e ridurre di conseguenza la produzione dei frutti. Quindi, in definitiva, il consiglio è sempre quello di seminare specie erbacee da sovescio a ciclo autunnale-invernale di famiglie diverse utilizzando miscugli di varie tipologie di semi.

Ringraziandola della domanda e rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti, le porgo i miei distinti saluti.

Dott. Fabio Di Gioia
Esperto nel recupero e valorizzazione delle varietà antiche

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Fabio Di Gioia Fabio Di Gioia

Fabio Di Gioia è nato a Montelupo Fiorentino nel febbraio del 1980, da una famiglia caratterizzata da una lunga e radicata tradizione contadina. Esperto di recupero e valorizzazione delle varietà vegetali antiche.

Dal 2010 a oggi organizza corsi e seminari sulle buone pratiche di conservazione e coltivazione delle varietà antiche vegetali sia in ambito erbaceo e orticolo che arboreo e frutticolo.

Lo scopo principale del suo lavoro è quello principalmente di recuperare le varietà locali e poterle reinserire in un contesto agricolo e produttivo, verso tutti coloro come le aziende agricole credono sempre di più nelle potenzialità di questo settore.

Blog: fabio13280 - fabio13280.wordpress.com