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Piante acidofile: le regine dei giardini in ombra

Le piante acidofile più diffuse nella composizione dei giardini in ombra

Piante acidofile: le regine dei giardini in ombra

Le piante acidofile sono organismi che proliferano su terreni caratterizzati da un’elevata acidità, con valori del pH variabili tra il 6,5% e il 3,8%. Possono prosperare in zone scarsamente illuminate e prediligono gli ambienti piuttosto umidi. Si trovano soprattutto nelle aree montane e pianeggianti. Diffuse spontaneamente nell’emisfero boreale, possono trovarsi in America Settentrionale e Centrale, Europa, Africa Settentrionale e Asia Minore. Vengono coltivate in giardini e serre, dove attraverso specifici trattamenti del terreno, è possibile ricrearne le condizioni di vita naturali e disporne come piante ornamentali, che conferiscono colore ai giardini in ombra, ovvero spazi curati che per la loro posizione o per la presenza di altri elementi non ricevono pienamente la luce solare. Esistono infatti diversi fattori che determinano una scarsa luminosità, come la presenza di rami e tettoie, che lasciano trapassare pochi raggi solari. In questi giardini possono crearsi anche zone di ombra totale, o quasi, nei quali è più difficile che le altre piante crescano.
Le piante acidofile, quindi, per loro natura sono predisposte a vivere nelle zone d'ombra e sono ideali per la realizzazione dei giardini in ombra.

I giardini in ombra sono progettati con attenzione per apparire ordinati, vivaci e colorati, nonostante non siano direttamente esposti alla luce solare o ne siano raggiunti solo parzialmente. Le zone in ombra sono conseguentemente caratterizzate da una considerevole umidità, condizione ottimale per la crescita delle piante acidofile. Queste, proprio per le loro caratteristiche, si prestano a divenire l’elemento centrale delle composizioni vegetali nei giardini in ombra.

Le specie di piante acidofile più conosciute

Esiste un numero notevole di specie di piante acidofile. Considerando le diverse categorie e sottocategorie di piante diffuse in tutto il mondo, si superano ampiamente le 10.000, il che consente di selezionare un vasto assortimento di piante acidofile, dai fiori colorati tra erbacee, arbusti e alberi. Tra le numerose piante di questo tipo, erbacee e bulbose, ricordiamo calle, clivie, dicentre, equiseti, felci, gigli, muschi. La calla (dal latino scientifico Calla) è una pianta perenne tipica dell’emisfero boreale che cresce nelle regioni temperate – fredde. Il suo fiore a spiga è avvolto da una spata bianca. La clivia (Clivia), anch’essa perenne, presenta un fiore peduncolato dal colore giallo scuro o rosso aranciato. Le foglie possono raggiungere i 60 cm di lunghezza e sono piuttosto folte. La dicèntra (Dicentra) genera un fiore roseo dalla forma cordata, ai cui lati esterni compaiono due grandi petali rosei o bianchi, che ricordano la forma di un cuore. L’equisèto (Equisetum) cresce prevalentemente in zone pianeggianti, ha foglie aghiformi che tendono a svilupparsi in altezza e nelle specie esotiche, può raggiungere i 5 metri. La felce (Filicatae) ha foglie grandi in proporzione al fusto, che appaiono caratteristiche per la loro varia nervatura, ma non presenta fiori, semi né frutti. Nei giardini è coltivata la felce femmina e in generale ne esistono migliaia di specie, che possono avere dimensioni svariate. Il giglio (Lilium candidum) cresce nelle regioni settentrionali, ha fiori grandi di diversi colori (rosso, giallo, bianco). Esistono molte specie di giglio, infatti ed è tra le piante ornamentali più diffuse in giardino. Il muschio (Bryum) è caratterizzato da fusti e foglie molto piccole, è privo di fiori e cresce principalmente nei boschi e lungo i corsi d'acqua.

Oltre alle erbacee perenni dai fiori variopinti, esiste un’estesa varietà di altre piante acidofile che possono essere usate per adornare e arricchire i giardini in ombra. Si tratta di alberi e arbusti, da coltivare o interrare anche in spazi più ampi: menzioniamo azalee, kalmie, camelie, corbezzolo, hamamelis, eriche, gardenie, magnolie, mirtilli, ibiscus, mimose e ortensie citandone alcune molto conosciute e diffuse tra gli arbusti. L’abete bianco e l’abete rosso, l’acero del Giappone, la betulla, il castagno, il faggio e la sequoia sono invece i grandi alberi ornamentali che crescono preferibilmente su terreni acidi e non necessitano di molta luce. Alcuni tra questi alberi ornamentali possono sfiorare i 100 metri di altezza e formano in natura vaste foreste.
Per intensificare l’effetto decorativo nel giardino si possono scegliere anche dei rampicanti. Tra quelli che prediligono l’ombra, ricordiamo l’edera, il gelsomino, la bougainvillea e il glicine.
Quasi tutte queste piante oltre a colpire la vista, stimolano anche l’olfatto con i loro profumi intensi e caratteristici.

Cura delle piante acidofile

I vivai offrono un’ampia selezione di semi e di piante acidofile. Alcune possono essere seminate, altre vanno impiantate, cioè deposte in profondità nel terreno quando la pianta è ancora giovane, ma già sviluppata. I periodi migliori per impiantare le piante acidofile sono la primavera e l’autunno (evitando il tempo della fioritura per non rovinare l'infiorescenza).
Come già ricordato, le piante acidofile non hanno bisogno di molta luce, amano l’umidità e i terreni acidi. Per preparare in modo ottimale il terreno alla coltivazione si deve controllare l’acidità della terra con i misuratori o in alternativa realizzare una strumentazione più rudimentale con cartine tornasole, acqua distillata e provette. Un pH di acidità pari a 3,5% è molto acido e permetterà lo sviluppo della pianta. Il terreno va poi fertilizzato con solfato o chelato di ferro che aiuta le radici della pianta ad assorbire più facilmente il ferro, soprattutto se si riscontra sulle foglie un innaturale colorito giallastro. Un altro concime è costituito dalle foglie di quercia (caratterizzate da componenti acidi) precedentemente compostate. Il periodo della concimazione è compreso tra aprile e giugno. Le piante coltivate in vaso, devono essere fertilizzate e irrigate (fertirrigazione) con azoto fosforo e potassio ( NPK ) nel rapporto 8-4-3; le piante a terra con NPK 10-8-15. L’effetto migliore si ottiene attraverso l’irrigazione con acqua piovana, tuttavia se questo non è possibile è bene usare acqua distillata o di pozzo, comunque povera di calcio. Il periodo in cui le piante in generale e di conseguenza, anche le piante acidofile richiedono una maggiore irrigazione è quello della fioritura (a primavera), avendo però cura di non lasciare ristagnare l’acqua per evitare che gli apparati radicali marciscano.

Le piante acidofile coltivate a terra e in giardino possono essere protette da temperature eccessivamente rigide attraverso semplici accorgimenti come ad esempio la realizzazione di coperture naturali per i fusti, composte da più strati di fogliame e corteccia. Anche i fusti delle piante in vaso si possono coprire con materiale naturale o polistirolo.

Il giardino in ombra nel quale regnano le piante acidofile con i loro colori, le forme particolari e le originali caratteristiche di ogni pianta, è fonte di soddisfazione ed è un piacevole spazio da ammirare, nel quale passeggiare in tranquillità e respirare il tipico odore di umidità e terriccio di bosco.

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Questo articolo è stato scritto da Redazione

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