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Agave: pianta versatile per il giardino mediterraneo

Succulente ornamentali facilmente acclimatabili

Pubblicato il 04/04/2016 da Marco Alberti in Piante Grasse
Agave: pianta versatile per il giardino mediterraneo

Origine e diversità

Sono note circa 350 specie appartenenti al genere Agave, attribuito dal naturalista Linneo che lo derivò da un termine greco con il significato di "magnifico", alludendo alla meraviglia provata dai primi colonizzatori nel vedere queste piante fiorite.

Esclusivamente di origine americana, sono diffuse negli Stati Uniti e in tutta l’America Centrale, Isole Caraibiche comprese. Tra gli habitat principali predominano quelli aridi, dal livello del mare sino a oltre 2.000 metri di altitudine, comprendendo deserti e pianure secche, macchie, rupi, ma non sono così rari i boschi misti temperati e tropicali. 

Piccola agave, grande agave

Le specie di questo genere, come illustrato nel volume "Alberi e Arbusti" di Collana del Verde all'interno della specifica sezione "Cactacee e altre piante succulenti", sono ripartite in due gruppi, in base alle dimensioni e ad alcune caratteristiche fisiologiche:

  1. Il primo gruppo comprende specie che raggiungono grandi dimensioni, con una singola rosetta di foglie, lunghe anche oltre 2 metri e per lo più dotate di robuste spine e infiorescenze erette a pannocchia che si elevano sino a 10 metri; dopo la fioritura, alcune di queste specie sviluppano dei piccoli organi detti bulbilli che, quando cadono a terra, radicano.
  2. Il secondo gruppo invece riguarda specie di dimensione medio-piccola che al momento della fioritura sviluppano un’infiorescenza a spiga eretta o pendula, con una o più rosette provviste di foglie particolarmente strette e lunghe poche decine di centimetri.

La pianta immortale

La distinzione tra i due gruppi di specie deriva anche dalla fisiologia, che permette di identificare le agavi monocarpiche, le quali fioriscono una sola volta nelle loro vita, quando raggiungono un’età compresa tra 10 e 40 anni: allora tutte le foglie seccano gradualmente in quanto le riserve nutritive vanno a solo vantaggio dell’infiorescenza.

L’individuo muore ma alla sua base si formano numerosi nuovi individui che sostituiranno la pianta madre: ecco perché molte agavi (tra cui le più note Agave americana, Agave salmiana, Agave attenuata) appaiono immortali! 

agave-piante-grasseEsigenze termiche differenziate

L'agave sopporta notevoli escursioni termiche, con temperature comprese tra -10°C e + 40 °C: infatti, alcune specie hanno una notevole resistenza al freddo, soprattutto quelle originarie degli Stati Uniti, come avviene per Agave utahensis (-18°C), Agave parryi (-15°C), Agave neomexicana (-29°C); questo vale anche per quelle diffuse nelle zone montuose dell’America centrale: è il caso di Agave palmeri (-12°C), Agave chrysantha (-10°C) e Agave lechuguilla 
(-18°C).

Comunque, tra le diverse specie diffuse in coltivazione anche in Italia, circa una quarantina sopportano temperature minime di almeno -4 °C, condizione che si raggiunge meglio con aria secca e terreno ben drenato.

Ad ogni agave il suo spazio

Ogni giardino è in grado di ospitare qualche specie appartenente a questo affascinante genere, per quanto possano essere angusti gli spazi e difficili gli abbinamenti con altre essenze.

Qualora si desideri costituire un punto focale che attiri lo sguardo del visitatore, è possibile mettere a dimora agavi di grandi dimensioni con fogliame decorativo quali: Agave franzosinii (foglie color grigio chiaro), Agave salmiana (color verde scuro), Agave americana var. marginata (color verde brillante con margini gialli). Si tratta di piante che dovrebbero stare da sole perché siano esaltate le loro caratteristiche.

Se invece si vuole allestire un piccolo angolo verde allora è bene inserire alcuni esemplari, anche in miscellanea, di agavi di piccole dimensioni, alternandole anche in base alla forma delle foglie e al loro colore: Agave stricta (foglie strette, verde chiaro), Agave nigra (foglie larghe, margine nero), Agave victoriae-reginae (foglie abbastanza strette, verde scuro e striate di bianco).

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Questo articolo è stato scritto da marco_alberti

marco_alberti

Marco Alberti è Dottore Forestale, esperto in Piante Cactacee e Succulente, e autore di alcuni studi e volumi sulla flora spontanea e ornamentale. In particolare si occupa di piante succulente coltivate in Italia sia nei giardini pubblici che a livello amatoriale e acquistabili presso vivai specializzati.

La lunga carriera professionale del professor Alberti è costellata di esperienze lavorative di successo, arricchite da Studi botanici, ecologici e paesaggistici, Consulenze per progettazione di aree verdi con analisi paesaggistica, valutazione di impatto ambientale, studi d’incidenza ecologica, Pianificazione forestale per le proprietà di numerosi comuni ed istituzioni locali; Progettazione e direzione lavori in ambito forestale.

Il professor Alberti è docente e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative ed è stato relatore in seminari e convegni.

Se desideri saperne di più sulle Piante Cactacee e Succulente, contatta Marco Alberti:

Dottore Forestale Marco Alberti
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